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NEWS PREVIDENZA 2007

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PENSIONI DI ANZIANITA': I NUOVI REQUISITI

 
LA COLF VA IN VACANZA: IL CALCOLO DELLE FERIE
Dopo un anno di lavoro tra le mura domestiche anche colf e badanti hanno diritto ad un periodo di riposo e la famiglia, come ogni datore di lavoro che si rispetti, deve provvedere al pagamento delle ferie prima della partenza per le vacanze. Quanti giorni spettano? Ci sono differenze tra lavoratrice ad ore e a tempo pieno? Per i contributi Inps come bisogna regolarsi? In questo numero le cose più importanti da ricordare per non commettere errori che possono dare adito a spiacevoli contestazioni.

 

PENSIONATI CHE LAVORANO: AUTODENUNCIA ENTRO LUGLIO
Scadenza in vista per i pensionati che svolgono un‘attività di lavoro autonomo. Entro il 31 luglio devono comunicare all’ente di previdenza i redditi conseguiti nel 2006 e quelli che prevedono di realizzare durante l’anno in corso. Sulla base di questi dati l’ente di previdenza calcolerà la cifra che deve essere trattenuta mensilmente sulla pensione in base alle norme vigenti in materia di cumulo. Il meccanismo ricalca quello previsto per la riscossione delle imposte dirette. La legge 662/96 stabilisce infatti che la quota di pensione, non cumulabile con il reddito di lavoro autonomo, deve essere trattenuta direttamente dall’ente previdenziale di appartenenza sulle singole rate di pensione, con un prelievo calcolato in via provvisoria sul reddito che il pensionato prevede di conseguire. Il conguaglio si fa l’anno successivo sulla base dei redditi effettivamente percepiti, risultanti da un’autodenuncia che va presentata entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione dei redditi.
 
PRESTITI SULLA PENSIONE: L’INPS DETTA LE REGOLE
I pensionati a corto di liquidi possono ora ottenere un prestito anche mediante la cessione di un quinto dell’assegno. Per avvalersi di questa possibilità, prevista dal decreto interministeriale 313/2006 in vigore dal 23 febbraio scorso, devono seguire una certa trafila. L’INPS, in un ampio vademecum, stilato con la circolare 91/2007, ha chiarito quali regole devono osservare sia i pensionati richiedenti, sia gli istituti finanziatori per far sì che questo tipo di operazioni possa svolgersi nella massima trasparenza.

 

Pensioni più basse: aumenti e “una tantum”

Aumenti annuali varabili da 336 a 504 euro dal 2008 e pagamento a fine anno 2007 di una somma una tantum. Sono questi i miglioramenti approvati dal Parlamento per le pensioni più basse prima della pausa estiva con la legge n. 127 del 3 agosto che ha convertito il decreto legge sulla ripartizione dell’extra gettito fiscale (il c.d tesoretto). Beneficieranno del provvedimento circa 3 milioni e 400 mila pensionati, di cui 300 mila sono titolari di assegni sociali e assistenziali. Per costoro l’aumento sarà più contenuto e calibrato in modo tale da garantire agli interessati un importo mensile minimo di 580 euro al mese.
 

 
Pensioni: l’accordo governo-sindacati per la riforma bis

Dal 1° gennaio 2008 non ci sarà il temuto scatto di tre anni, che avrebbe portato da 57 a 60 anni l’età minima per la pensione di anzianità. Con l’accordo governo - sindacati del 20 luglio scorso è stato superato il cosiddetto scalone previsto dalla riforma Maroni del 2004 e si mettono in cantiere una serie di interventi destinati a dare una nuova fisionomia al nostro sistema previdenziale. Viene affrontata, è il caso dire finalmente, l’annosa questione dei lavori usuranti mentre per i giovani sono previste coperture agevolate per i periodi di assenza dal lavoro che in futuro dovrebbero rendere più consistenti le pensioni calcolate con il sistema contributivo. Saranno riviste inoltre, con vantaggi che interessano anche i meno giovani, le norme attuali sulla totalizzazione e i riscatti dei periodi di studio. Nell’arco di 10 anni la nuova riforma avrà un costo di 10 mila miliardi di euro che saranno reperiti principalmente con un ‘aumento della contribuzione a carico dei lavoratori parasubordinati, con il blocco, sia pure per un solo anno, della scala mobile sulle pensioni più alte e con risparmi derivanti dalla riorganizzazione degli enti previdenziali. I contenuti dell’accordo verranno inseriti nella Finanziaria del 2008. Il disegno di legge dovrà essere presentato al Parlamento entro il 30 settembre. Alcune misure più urgenti potrebbero formare oggetto di uno o più decreti.

 

 

 
Scala mobile a doppio binario dal 2008

Dal 1° gennaio del 2008 cambieranno le regole per l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, con novità che non saranno per tutti di segno positivo. Se da un lato infatti ci sarà una maggiore copertura sui trattamenti che non superano 8 volte il minimo Inps (3.489 euro al mese). per chi percepisce importi superiori scatterà il blocco della scala mobile, sia pure limitato ad un anno.

 

 

 

 

Assicurazioni sanitarie : deduzioni per tutti

Poche novità per il lavoro nella Finanziaria 2008. Il testo uscito dal consiglio dei ministri tocca solo alcuni degli argomenti dibattuti in questi ultimi tempi (vedi la proroga degli ammortizzatori sociali), mentre il grosso delle questioni sul welfare troverà casa in un apposito decreto che dovrebbe recepire l’accordo governo-sindacati di luglio. Di particolare interesse, tuttavia, la possibilità introdotta di dedurre dal reddito almeno una parte dei contributi e premi sanitari.

 

PENSIONATI: CESSIONE DEL QUINTO A TASSI CONVENZIONATI
Buone notizie per i pensionati dell’Inps interessati a contrarre un prestito mediante la cessione del quinto. L’ente di previdenza ha messo a punto una convenzione che permetterà di ottenere dalle banche aderenti condizioni nettamente più favorevoli di quelle di mercato. E’ stato stabilito, infatti, che il tasso effettivo globale (Teg) dovrà essere inferiore all’8,45% per i prestiti fino a 5 mila euro e al 7,55% per quelli di importo superiore.
 


PENSIONI: DIRITTI GARANTITI SE L’ANZIANITA’ SCATTA ENTRO IL 2007
Non ci saranno sorprese per i lavoratori dipendenti e autonomi che maturano i requisiti per la pensione di anzianità entro il 31 dicembre prossimo. D’accordo con il ministero del Lavoro, l’Inps ha inviato a tutti i potenziali interessati, di cui conosce la posizione assicurativa, una lettera che li tranquillizza sotto tutti i punti di vista. Lo scopo dell’iniziativa è quello di fare chiarezza in questa fase di passaggio tra vecchie e nuove regole, considerato che quest’ultime, contenute nel disegno di legge sul Welfare all’esame del Parlamento, non sono ancora in vigore.
 


SOCI AMMINISTRATORI, STOP ALLA DOPPIA CONTRIBUZIONE
Con la sentenza 2088 del 5 ottobre scorso, la Cassazione si è pronunciata sulla posizione previdenziale di coloro che svolgono un doppio ruolo all’interno di una Srl commerciale. Parliamo più precisamente di chi, partecipando attivamente alla vita dell’impresa, ricopre anche l’incarico di amministratore. Una volta accertata qual è l’attività prevalente - secondo la suprema Corte - questa deve costituire un criterio unificante per cui l’iscrizione alla relativa gestione diventa incompatibile con quella ad altra gestione. In questi casi l’Inps aveva sostenuto finora - invece - che è obbligatoria la doppia iscrizione sia alla gestione dei commercianti che a quella separata dei lavoratori parasubordinati.

 

PENSIONI: MODESTO AUMENTO PER LA BASSA INFLAZIONE!
Da gennaio pensioni più alte del 1,6%, con le minime che passano da 436,14 a 443,12 euro al mese. E’ questo l’aumento, non certo esaltante, su cui potranno contare 18 milioni di pensionati grazie alla cosiddetta perequazione automatica (l’ex scala mobile). Come ogni anno, gli assegni saranno adeguati al costo della vita (quello ufficiale) sulla base di un dato provvisorio, riferito all’indice Istat di settembre, per dare modo agli enti previdenziali di pagare puntualmente gli importi rivalutati con la rata di gennaio. Fermo restando che se l’inflazione dicembre dovesse risultare più elevata, i pensionati recupereranno la differenza con la prima rata del 2009. Tale meccanismo non fa scattare tuttavia alcun conguaglio per l’anno 2007. E questo perché la percentuale definitiva di inflazione accertata per il 2006 (2%) è risultata uguale a quella con la quale sono stati aggiornati gli importi all’inizio di quest’anno. In questo numero quanto entrerà effettivamente nelle tasche dei pensionati.
 


AZIENDE: AIUTI E CONTRIBUTI SOLTANTO A QUELLE REGOLARI

L’obbligo del DURC, il documento unico di regolarità contributiva, viene esteso a tutti i settori produttivi e diventa essenziale ai fini del riconoscimento dei benefici normativi e contributivi previsti dalle disposizioni in materia di lavoro e legislazione sociale. Il Decreto 25 ottobre 2007 con il quale vengono dettati i termini e le modalità per l’uso del documento unico di regolarità contributiva, in attuazione della Legge finanziaria per il 2007, è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. A partire dal trentesimo giorno successivo qualsiasi beneficio o sgravio, per tutti i datori di lavoro, indipendentemente dalla tipologia dell’attività esercitata, sarà subordinato al possesso della certificazione di regolarità.
 


LAVORATORI DIPENDENTI E TASSE: IL CONGUAGLIO DI FINE ANNO
Per il datore di lavoro il mese di dicembre, oltre ad essere caratterizzato dall’obbligo di corrispondere ai dipendenti la doppia mensilità (la gratifica natalizia) è anche il mese del conguaglio fiscale di fine anno. In qualità di sostituto d’imposta, è tenuto, in base ai redditi erogati nell’anno a ogni singolo lavoratore dipendente, ad effettuare il conteggio definitivo dell’Irpef, affinché il lavoratore non sia costretto a ulteriori adempimenti prima di chiudere la partita con il Fisco (es. presentare il modello 730 o il modello Unico). Il calcolo e la trattenuta Irpef nei confronti dei percettori di redditi di lavoro dipendente e di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente avviene, in ciascun mese, solo in via provvisoria, sulla base degli scaglioni, delle deduzioni e delle detrazioni di imposta ragguagliati al periodo di paga. Il vero periodo di riferimento per la determinazione dell’imposta resta tuttavia l’anno di calendario, ed è per questo che si rende necessario a fine anno un ricalcalo complessivo. Il procedimento è appunto denominato “conguaglio”; quando è operato con riferimento al 31 dicembre prende il nome di “conguaglio di fine anno”, mentre se è riferito alla data in cui cessa il rapporto di lavoro è detto “conguaglio di fine rapporto”. Il conguaglio di fine anno deve essere chiuso entro il 28 febbraio del periodo di imposta successivo all’anno a cui si riferisce, e può tener conto anche di altri redditi percepiti dal lavoratore.